Visione nello sport e nelle attività dinamiche

Nello sport la visione non viene utilizzata in condizioni statiche.

È necessario seguire oggetti e persone in movimento, valutare distanze, orientarsi nello spazio, spostare rapidamente l’attenzione e prendere decisioni mentre anche il corpo si muove.

Le richieste cambiano profondamente tra ciclismo, calcio, tennis, tiro, sci, corsa, sport motoristici e attività indoor.

Per questo una valutazione destinata a uno sportivo dovrebbe partire dalla disciplina praticata e dalle condizioni reali nelle quali viene utilizzata la visione.

Ogni sport pone domande differenti

In alcuni sport è centrale seguire un oggetto veloce. In altri contano maggiormente il controllo dello spazio periferico, il contrasto, la percezione della profondità o la capacità di cambiare rapidamente punto di osservazione.

Devono essere considerate anche le condizioni ambientali:

  • illuminazione variabile
  • riflessi
  • vento e polvere
  • velocità
  • utilizzo del casco
  • protezioni del viso
  • attività in acqua
  • alternanza tra zone chiare e zone d’ombra
  • necessità di riconoscere dettagli a distanze differenti

Una correzione adeguata nella vita quotidiana può non essere altrettanto pratica durante un’attività dinamica.

Prima di parlare di prestazione

La prima domanda non è come ottenere una “super visione”.

Occorre verificare se la correzione sia adeguata, stabile e compatibile con l’attività. Una visione non corretta o poco confortevole può costituire un limite evitabile.

La valutazione può considerare:

  • nitidezza alle distanze rilevanti
  • qualità della correzione durante il movimento
  • collaborazione tra i due occhi
  • passaggi rapidi tra punti differenti
  • sensibilità al contrasto
  • esigenze di protezione
  • compatibilità con occhiali, maschere o lenti a contatto

Soluzioni visive per lo sport

In base alla disciplina possono essere valutati:

  • occhiali sportivi graduati
  • inserti ottici
  • maschere graduate
  • lenti a contatto
  • protezioni oculari
  • filtri destinati a particolari condizioni di luce
  • soluzioni differenti per allenamento e competizione

La scelta deve tenere conto non soltanto della qualità visiva, ma anche di sicurezza, stabilità, ventilazione, campo visivo e praticità.

Che cosa si può promettere realisticamente

La ricerca sulla relazione tra abilità visive e prestazione sportiva è interessante, ma non consente di promettere automaticamente un miglioramento del risultato agonistico.

La prestazione dipende da allenamento, tecnica, condizione fisica, esperienza, attenzione e molti altri fattori.

Il compito di una valutazione visiva è individuare eventuali limiti correggibili, rendere la soluzione più adatta alla disciplina e verificare se alcune abilità meritino un approfondimento.

Il risultato deve essere misurabile e collegato alle necessità concrete dello sportivo, non a promesse generiche.

Una valutazione che parte dal campo

È utile presentarsi con informazioni precise:

  • disciplina e livello praticato
  • frequenza degli allenamenti
  • ambiente indoor o outdoor
  • correzione utilizzata
  • problemi avvertiti
  • attrezzatura visiva o protettiva già in uso
  • obiettivo concreto della richiesta

Questi elementi permettono di costruire una valutazione più pertinente.

Vedere bene dove serve davvero

Una soluzione sportiva ha valore quando funziona nelle condizioni nelle quali deve essere utilizzata.

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