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Vedere bene non significa sempre stare bene con la propria visione.

Affaticamento visivo, difficoltà di messa a fuoco, lettura faticosa o una correzione poco soddisfacente possono comparire anche quando la vista sembra buona.

Una valutazione optometrica approfondita permette di comprendere come viene utilizzata la visione e quali aspetti meritano maggiore attenzione.

Pietro De Candido · Optometrista e contattologo
Valutazioni optometriche presso IdeaMedica, a Basaldella di Campoformido (UD), vicino Udine.

Vista e visione

Oltre il normale controllo della vista

La misurazione della vista serve a stabilire quanto nitidamente si riesce a vedere.

La valutazione optometrica considera anche il mantenimento della messa a fuoco, la collaborazione tra i due occhi e lo sforzo richiesto dalla lettura, dallo studio, dal lavoro al computer e dalle altre attività quotidiane.

Per questo è possibile leggere bene l’ottotipo e avvertire comunque occhi stanchi, difficoltà di concentrazione, visione instabile, mal di testa durante il lavoro da vicino o scarso comfort con gli occhiali.

Questi segnali possono avere cause diverse. L’obiettivo non è attribuirli automaticamente alla visione, ma capire se esistono aspetti visivi da approfondire e indicare il passo successivo più appropriato.

Per vedere bene serve una buona vista.
Per stare bene serve una buona visione.

Quando può essere utile una visita optometrica

01

Quando vedere diventa faticoso

Per chi trascorre molte ore al computer, legge a lungo o svolge attività che richiedono attenzione visiva prolungata.

Occhi stanchi, difficoltà nel passaggio da vicino a lontano, mal di testa, visione poco confortevole o bisogno frequente di interrompere l’attività sono tra i motivi per cui può essere utile approfondire un possibile affaticamento visivo.

02

Quando leggere e studiare costano troppa fatica

Per bambini e ragazzi che si stancano rapidamente, perdono il segno, leggono lentamente, evitano le attività da vicino o faticano a mantenere attenzione e comfort.

Una valutazione visiva non attribuisce automaticamente le difficoltà scolastiche alla visione. Può però chiarire se le abilità visive coinvolte nella lettura meritino un approfondimento o il confronto con altri professionisti.

03

Quando vedere bene non basta

Per chi continua a percepire qualcosa che non funziona come dovrebbe, nonostante gli occhiali, le lenti a contatto o altri controlli già effettuati.

Una visione nitida ma instabile, una correzione poco confortevole, difficoltà nella visione binoculare o esigenze particolari possono richiedere un’analisi visiva più approfondita.

Queste situazioni non corrispondono a diagnosi o prestazioni predefinite. Servono a riconoscere il motivo della richiesta; il primo incontro permette di stabilire quali aspetti sia realmente utile approfondire.

La valutazione optometrica: capire prima di scegliere

Una visita optometrica non consiste in una sequenza di test uguale per tutti.

Colloquio iniziale

Si parte dalle difficoltà avvertite, dalle attività svolte ogni giorno, dalle abitudini visive e dalle soluzioni eventualmente già provate.

Esame optometrico

Misure e test vengono scelti in base a ciò che emerge dal colloquio. L’obiettivo è approfondire gli aspetti realmente utili a comprendere la situazione.

Spiegazione

I risultati vengono restituiti con parole comprensibili, chiarendo ciò che è emerso e il possibile significato nella vita quotidiana.

Passi successivi

Solo dopo la valutazione viene indicato il percorso più appropriato: una diversa soluzione visiva, un approfondimento specifico, un percorso optometrico, una valutazione contattologica oppure il confronto con il medico o con un altro professionista.

Il valore della prima visita non consiste nel ricevere una soluzione prestabilita, ma nel capire quale strada abbia realmente senso intraprendere.

Il metodo

Prima ascolto. Poi approfondisco.

01

Ascolto

Il problema della persona viene preso sul serio prima di essere ricondotto a un test o a una possibile soluzione.

Il colloquio iniziale permette di collegare ciò che viene avvertito alle attività, alle abitudini e alle richieste visive di ogni giorno.

02

Analisi

Strumenti, misure e test servono a rispondere alle domande emerse durante il colloquio.

La competenza tecnica sostiene la valutazione, senza trasformare l’incontro in una dimostrazione di tecnologia.

03

Personalizzazione

La proposta non viene scelta in anticipo.

Il percorso nasce dalla situazione rilevata, dalle esigenze della persona e dagli obiettivi che possono essere perseguiti in modo realistico.

Pietro De Candido, optometrista e contattologo

Mi occupo di optometria con un particolare approfondimento nell’ambito della contattologia.

La formazione in Ottica e Optometria, il Corso di Alta Formazione in Contattologia e l’esperienza maturata nello studio di situazioni visive differenti hanno contribuito a definire un metodo basato su ascolto, valutazione approfondita e spiegazioni comprensibili.

La competenza tecnica è indispensabile, ma acquista valore soprattutto quando permette di comprendere meglio la persona e prendere decisioni più appropriate.

L’obiettivo non è che una persona esca soltanto sapendo quanto vede, ma che abbia compreso meglio la propria visione e sappia quale passo compiere successivamente.

Prenota una valutazione optometrica

Non è necessario sapere in anticipo quale esame o quale soluzione chiedere. Il primo incontro serve a comprendere la situazione visiva, stabilire quali aspetti approfondire e indicare il passo successivo più appropriato.

Presso IdeaMedica, a Basaldella di Campoformido (UD), vicino Udine.