Nel linguaggio comune, “vista” e “visione” vengono spesso utilizzate come sinonimi. In realtà descrivono due aspetti collegati, ma non perfettamente sovrapponibili.
La vista riguarda principalmente quanto nitidamente si riesce a vedere.
La visione comprende il modo in cui le informazioni visive vengono raccolte e utilizzate mentre si legge, si lavora, ci si muove, si pratica uno sport o si sposta l’attenzione da un punto a un altro.
Questa distinzione aiuta a comprendere perché una persona possa avere una buona acuità visiva e avvertire comunque fatica, instabilità o scarso comfort.
Vedere nitidamente è il punto di partenza
La misurazione della vista permette di verificare quanto chiaramente si distinguono lettere, simboli e dettagli a una determinata distanza.
È un’informazione fondamentale, ma non descrive da sola tutto ciò che accade quando la visione viene utilizzata per molte ore o in attività complesse.
Leggere una riga su una tabella per alcuni secondi è diverso dal:
- leggere un testo per un’ora
- alternare continuamente documenti e schermo
- mantenere la messa a fuoco durante lo studio
- seguire un oggetto in movimento
- guidare in condizioni di illuminazione variabile
- utilizzare una correzione durante un’attività sportiva
In queste situazioni non conta soltanto la nitidezza. Contano anche stabilità, comfort, coordinazione e capacità di adattarsi alle richieste dell’attività.
Che cosa significa utilizzare bene la visione
Durante le attività quotidiane il sistema visivo deve svolgere più operazioni contemporaneamente.
Gli occhi devono orientarsi verso il punto osservato, regolare la messa a fuoco, collaborare per produrre una percezione unica e permettere di spostare lo sguardo in modo efficace.
Quando una di queste operazioni richiede uno sforzo maggiore, possono comparire sensazioni come:
- occhi stanchi
- visione poco stabile
- difficoltà nel mantenere l’attenzione visiva
- bisogno frequente di interrompere l’attività
- disagio nel passaggio da vicino a lontano
- scarso comfort con una correzione apparentemente adeguata
Questi segnali non indicano automaticamente un problema optometrico e possono avere origini differenti. Rappresentano però un motivo ragionevole per comprendere meglio come viene utilizzata la visione.
Perché questa differenza è importante
Pensare alla vista come unico parametro può portare a considerare concluso un controllo non appena si raggiunge una buona nitidezza.
Per alcune persone questo è sufficiente. Per altre, invece, rimangono domande alle quali la sola misurazione dell’acuità visiva non riesce a rispondere.
Una valutazione più ampia permette di verificare se le difficoltà riferite possano essere collegate alla correzione, alla messa a fuoco, alla collaborazione tra i due occhi, alle condizioni di utilizzo oppure ad altri fattori.
Se emergono elementi che richiedono competenze mediche o differenti, viene indicato il professionista più appropriato.
Vista e visione nella vita quotidiana
La distinzione non serve a complicare un concetto semplice. Serve a descrivere meglio l’esperienza reale.
Una buona visione non è soltanto la capacità di leggere caratteri piccoli. È la possibilità di utilizzare le informazioni visive in modo sufficientemente stabile, efficace e confortevole per le attività che si devono svolgere.
Per vedere bene serve una buona vista.Per stare bene serve una buona visione.
Comprendere come viene utilizzata la visione
Quando la vista sembra buona ma alcune attività continuano a creare difficoltà, può essere utile osservare la situazione da un punto di vista più ampio.
